bondi, il mio nome è sandro bondi.
si possono cambiare idee nel corso della propria vita ma è il cambio di casacca che lascia perplessi. ancor più quando la nuova casacca ti impegna con uno zelo assoluto a combattere le tue idee di una volta. chi le cambia non dovrebbe esserne così nemico, oppure sarebbe meglio che evoluisse in un cerchio di fumo. il redento parla con tono accorato, dolente, come chi ha doppiato il calvario del dubbio prima di offrirsi alle stigmate della nuova religione. ha sostenuto per anni tesi contraddittorie a supporto del suo leader con la stessa umile divisa della verità rigettando ogni tipo di relativismo. bondi ha un cognome che gli si attaglia, pedante si arrampica sulla sua fronte barocca, e da idiota rifulge. si intride del suo: «veda…» anche quando parla con gli ex amici. l’esultanza con la quale il b. accoglie i dissidenti è nota ma bondi non crede a quello che dice, non ci ha mai creduto, non ci crede come non ci crede nessun teatrante che sia in fuga da un proscenio di molière.
(dic ‘07)