Si scelse un trespolo, per usare un’immagine eliotiana, talmente basso che era impossibile caderne. Era già caduta tante di quelle volte, poverina! Chi glielo faceva fare di mettercisi? Scrisse quantità di aforismi, che mi parvero, le poche volte che ebbi la sventura di ritrovarmeli tra mano, delle adamitiche stronzate; ma Marina Salamon le pagò bene le frasucce da apporre alle pareti degli ufficj, e il pubblico della Merini, che ormai era sostanzialmente quello del Costanzo, non andava e non andrà mai troppo per il sottile.
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Insomma, la Merini c’era perché aveva sofferto, aveva pagato. I libri, se non contengono le istruzioni del telefonino o non sono le Pagine utili, non servono a niente: sono cose che si scrivono per sfogo, quando non hai più niente da fare, magari da vecchj, perché prima devi lavorare; bellezza, dicono, ma che bellezza c’è in un pacco di foglj imbrattati.
anfiosso - la merini