“Domenica scorsa, assieme a un manipolo di valorosi seguaci, cavalcava (franceschini, ndr) sotto la pioggia sino alle sorgenti del Po, inoltrandosi senza timori nelle terre infestate dalle orde leghiste, piantando il tricolore proprio nella tana del leggendario Umberto Bossi (che nella retorica franceschiniana sembra aver preso ormai a tutti gli effetti il posto occupato dal mago Frestone nella fantasia di Don Chisciotte). Di questo passo, entro il 25 ottobre, c’è da aspettarsi che sconfigga un drago e torni a largo del Nazareno in tempo per il telegiornale della sera, carico di gloria e pietre preziose.”
cundari - il foglio © 30.09.09 - democratici e malinconici